12 ottobre 2026 – Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down

Pubblicato il 12 Ottobre 2026

“Eravamo alla festa del quartiere, dove gli animatori avevano organizzato nel piazzale dietro la Chiesa giochi e percorsi a squadre per tutti i bambini e ragazzi della primaria.

Tra questi giochi, c’era il percorso “ninja”, pieno di salti, passaggi sopra-sotto i fili e pupazzi sempre in piedi da dover atterrare.

Era tardo pomeriggio, erano già passate tutte le squadre e noi, mamme di bimbi troppo piccoli per poter partecipare alla sfida, ci stavamo avvicinando alle installazioni per permettere ai nostri piccoli, ora in assoluta tranquillità, di giocare e provare a cimentarsi nei percorsi.

La mia bimba di 3 anni, con concentrazione e grinta, inizia il percorso ninja, inciampando ogni tanto, legandosi un po’ tra i fili, ma ridendo come una matta quando si è resa conto che quel pupazzone a forma di draghetto più lo spingeva e più le tornava incontro.

E poi è arrivata lei: una mamma splendida che camminava lentamente tenendo per mano sua figlia C. di 3 anni.

Pur essendo coetanee, C. è più piccola di mia figlia, ha un’andatura un po’ altalenante ma ha due occhietti scuri e attenti che guardano tutto con curiosità.

Subito è stata catturata dai colori delle decorazioni, e quando sua mamma l’ha accompagnata fino all’inizio del percorso e con un grande sorriso l’ha incoraggiata ad iniziare, C. ha controllato, ha seguito con lo sguardo sua mamma che si è posizionata sul punto di arrivo e le parlava dolcemente ma con entusiasmo, e poi è partita!

Guardando la scena, subito io mi sono preoccupata, e ho avuto paura che il percorso fosse troppo complesso per lei, che facesse troppa fatica, che potesse farsi male…. ma ho assolutamente sbagliato! Ho dato per scontato che essendo una bambina con Sindrome di Down potesse essere più debole degli altri, potesse non farcela o aver bisogno di un aiuto maggiore….

La verità è che mi sono lasciata influenzare dall’idea che C. potesse essere “diversa”, per poi rendermi conto che C. non è altro che una bambina di 3 anni, come la mia, che riesce a fare le cose e a superare gli ostacoli dei percorsi ninja, inciampando e poi rialzandosi proprio come la mia, e che, con i suoi tempi e le sue modalità, è riuscita ad arrivare al traguardo, per andare incontro alla sua mamma.

Questa scena mi ha aperto il cuore: quante volte pensiamo di avere un’opinione, senza soffermarci a pensare se davvero conosciamo la situazione?… quanto sono stata prevenuta?… perchè mi sono ritrovata stupita nel vedere questa mamma far giocare sua figlia, come io stavo facendo giocare la mia?…”

Testimonianza di una mamma

Disegno di S. – 4 anni